
Situata sulla Riviera dei Fiori, fu formata nel 1923, (comunemente si crede per volere di M
ussolini, in realtà al termine di un lungo dibattito durato oltre cinquant’anni fra i cittadini di Oneglia e Porto Maurizio) dall'unione di und
ici comuni limitrofi, i due più grandi dei quali erano Oneglia e Porto Maurizio.
La città è nota per il forte e storico insediamento di aziende alimentari (soprattutto olearie, ma anche di pasta) ma si è nel tempo riconvertita ad una economia principalmente basata sui servizi (essendo capoluogo della provincia omonima) e sul turismo (grazie al mare ed al clima particolarmente mite anche durante l'inverno).
I due comuni principali preesistenti, Oneglia e Porto Maurizio, erano storicamente molto diversi e, per lungo tempo, conflittuali: Oneglia legata ai Savoia, Porto Maurizio alla Repubblica di Genova.
Oneglia, a levante, rappresenta la parte più estesa e rilevante della città, si estende nella breve piana alluvionale sulla sinistra della foce del torrente Impero, raccogliendosi intorno a Piazza Dante, dalla quale si aprono alcune delle principali strade moderne della città. Ha costituito storicamente il centro industriale della città, legata principalmente alla produzione di olio e pasta. Di vocazione maggiormente commerciale rispetto a Porto Maurizio, il centro di Oneglia è caratterizzato da un'architettura d'impronta piemontese (è evidente l'ispirazione a Via Roma e Piazza San Carlo di Torino), eredità del periodo in cui faceva parte dei territori dei Savoia.
Porto Maurizio, a ponente del torrente Impero (che dà nome alla città), è raccolto su un promontorio proteso nel mare sulla sinistra della foce del torrente Caramagna e si espande sulla cimosa costiera; ha una vocazione prevalentemente turistica. È intricata e pittoresca, ricca di caruggi (vicoli), piccole creuze (viottoli) e palazzi di pregio.
Il territorio retrostante la città, al centro dell'attuale Riviera dei Fiori, ha un andamento orografico caratterizzato da valli poste perpendicolarmente alla costa e uniformemente degradanti, nelle quali si sono sviluppati molti insediamenti che sono riusciti a conservare intatta o quasi la loro struttura originaria.
Olivi coltivati su colline terrazzate (dette in dialetto locale "fasce") con i caratteristici muretti a secco sono ancora l'elemento dominante del paesaggio, perché la coltura dell'olivo, introdotta dei Benedettini intorno al XII secolo, ha segnato profondamente la storia del territorio imperiese, così come, secoli più tardi, hanno fatto i fiori e il turismo.